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LETTURE ESTIVE 2009

da: U.Capucci, Il giusto e il conveniente, Una nuova economia per la società, le imprese, le persone, Guerini e associati

…oggi c’è un’altra strada, che porta forse a minor successo e soldi, ma che non è poi tanto male; i buoni e basta sono perduti, ma se i buoni sono anche forti molto bravi, allora è un’altra storia.

Dobbiamo decidere cosa siamo capaci di fare, cosa vogliamo fare, cosa ci conviene fare, senza raccontarci falsità. L’importante è essere in chiaro con noi stessi, non alterare la mappa mentale, non usare il pessimismo per confonderci con la incapacità o la rassegnazione. Questo vale per chi opera nelle organizzazioni  e soprattutto per ciascuno di noi.

Purchè non diciamo che “…il mondo va proprio male…”, perchè il mondo è dentro di noi.

…La cultura è il passato- preziosa per la continuità dell’organizzazione sociale e non; la cultura è il frutto accumulato nel tempo di successi, ma legati ad un tempo e ad un contesto. Quando le condizioni esterne cambiano, la cultura non è più un patrimonio, ma diventa un fardello, se non siamo capaci di fare la difficile scelta: cosa mantenere e consolidare, cosa buttare e cambiare. Solo così si assicura la continuità delle organizzazioni e delle persone, di questi tempi.

da S.Lodato e R.Scarpinato, Il ritorno del principe, Chiarelettere

Si può tirare fuori il Paese dalla cultura premoderna, illiberale alla quale il “Principe” lo tiene inchiodato, dove al posto della cultura del diritto esiste quella del favore?

In altre culture , vincere slealmente e contro le regole è considerato oggi, a differenza che in Italia, disonorevole e quindi meritevole di disprezzo sociale. Anche in altri paesi esistono personaggi come i Borgia. Il punto è che costoro sono stati superati dall’evoluzione storica e civile, sicchè oggi non godono di alcun consenso e son costretti ad operare nell’ombra. E’ dal tardo ‘500 che l’Italia fatica a entrare nel circolo dell’Europa più civile….

Un magistrato di Palermo e un giornalista descrivono i demoni dell’Italia.

da T.Davenport, Il mestiere di pensare, Migliorare le performance e i risultati del knowledge worker, Etas

I knowledge workers son tutti quei lavoratori il cui scopo primario è la creazione, la distribuzione o l’applicazione del sapere.

Differiscono dagli altri per autonomia, motivazioni ed atteggiamenti.

Di sicuro le aziende nelle quali tutti fanno funzionare il cervello, saranno le più innovative e le più redditizie…cosa fare per agevolare chi opera con i saperi?

da G.M.Roach, Il tagliatore di diamanti, Etica, successo e denaro senza conflitti, Tecniche nuove

Un maestro di buddismo ci insegna ad avere successo scacciando l’infelicità, traducendo in linguaggio moderno un antico insegnamento del Budda e dimostrandoci come a volte formuliamo in modo diverso qualche concetto di saggezza antichissima. Il creare silenzio in se stessi ci rende capaci di ascoltare ciò che la mente sussurra. Rompere la routine per pensare al perchè piuttosto che al come gestire il proprio lavoro: tempo per pianificare, tempo per riflettere e, cosa ancora più importante, tempo per avere nuove fonti di ispirazione.  Parla di imprinting e di potenziale nascosto, di cambiamento interiore come premessa di cambiamento della realtà esteriore in accordo con ciò che abbiamo sempre sognato.

Libro interessante, ricco anche di stimoli pratici, a volte troppo semplici per essere considerati efficaci. Ma… ci proveremo!

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