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Intramoenia è un ente privato senza fini di lucro che associa professionisti di diverse aree.

E’ nato dall’esigenza di operare con competenza per promuovere lo sviluppo di comunità.
Intramoenia è uno “strumento per lo sviluppo e per il benessere di contesti definiti” in cui operano persone che insieme coniugano competenze uniche e individuali.

Sappiamo fare empowerment all’interno della comunità in cui viviamo, da una parte accettandone le norme e le consuetudini e dall’altra parte gettando dei piccoli semi di pensiero creativo.

Abbiamo iniziato nel 2003 a lavorare con e per i giovani, le donne, le organizzazioni di servizi al cittadino, le associazioni di volontariato, le imprese che hanno responsabilità economica e sociale rispetto al territorio, con l’obiettivo di affiancare e aiutare ad orientarsi nella complessa realtà dello sviluppo di potenzialità, abilità, risorse…

Vogliamo crescere, assieme a tutti quelli che condividono la nostra visione, verso una società solidale e ecologica, proiettata verso il futuro, che usa il meglio delle conoscenze e competenze per progredire in uno sviluppo armonico del sé e degli altri.
Lavoriamo nel locale perché è il locale che può offrire grandi spunti di crescita se si sanno individuare i fattori da valorizzare, le occasioni da cogliere e gli sprechi da evitare.

Procediamo seguendo logiche di rete ascoltando i desideri di chi attua cambiamenti dentro di sé o nell’organizzazione di cui fa parte e agevolando contatti, relazioni, scambi di esperienze.

Come la rete può diventare uno strumento di crescita personale e professionale

20 giugno 2016

Anni fa si è svolto nella provincia di Udine un progetto dedicato alle donne dal titolo “Contarsi per contare”. Lo scopo era quello di intervistare le donne tra i 15 ed i 65 anni per comprendere chi erano, l’età e lo stato familiare e professionale, le scelte che facevano, le occasioni che coglievano e la soddisfazione che ne traevano. Contarsi per contare. Contarsi per comprendere quali scelte rimanevano da fare per contare nella vita e nella società. Dalle interviste sembrava risultare che nessuna donna adulta fosse riuscita a risolvere felicemente il dilemma famiglia/lavoro. Le donne che si erano dedicate alla famiglia infatti, pur felici di averlo fatto, sentivano la mancanza di una realizzazione professionale e dell’indipendenza economica mentre quelle che erano tornate al lavoro sentivano di aver trascurato la famiglia. Vi erano quindi alla base un po’ di rimpianto e molti sensi di colpa. Ma perché questo?

Partiamo da tre semplici domande.

  1. La scelta di una donna di dedicarsi alla famiglia o di tornare al lavoro dopo un periodo dedicato alla famiglia (che sia maternità o altro) è sempre una scelta libera o a volte è imposta?

Purtroppo il più delle volte è una scelta imposta, che si parli di tornare al lavoro, o di rimanere a casa. Da un lato ci sono poche famiglie che si possono permettere di andare avanti con un solo stipendio e le donne che sono nel mondo del lavoro tendono a non uscirne per il rischio, concreto, di non riuscire più a rientrarci. Dall’altro ci sono asili e scuole pubbliche con orari e soprattutto calendari del tutto incompatibili con le coppie che lavorano e che hanno due sole alternative: i nonni, ma devono vivere nella stessa città, essere abbastanza giovani da poter occuparsi di un bambino e abbastanza anziani da essere già in pensione, e gli asili privati, il cui costo è così alto che alle volte le donne decidono di licenziarsi perché guadagnano meno di quanto spendono.

  1. Se è una scelta libera, in particolare se si sceglie di rimanere a casa, può essere rivista con gli anni?

In teoria sì ma in pratica è molto difficile. Per quanto infatti una donna sia qualificata spesso al suo posto viene preferito l’uomo. Questo perché, nella mentalità comune, la famiglia è ancora completamente a carico della donna che quindi risulta, agli occhi di un datore di lavoro, più distratta e occupata con le questioni familiari: bambini ammalati, scioperi a scuola, vacanze di ogni tipo.

  1. Se invece è una scelta forzata è possibile non renderla più tale?

Certo ma bisognerebbe innanzitutto cominciare dalle istituzioni che, pur avanti su molte cose, sulla politica della famiglia sono molto indietro. Convinte che la società sia ferma a 50 anni fa, alla richiesta di scuole con orari e calendari compatibili con le coppie che lavorano, che ormai sono la maggioranza, ancora rispondono che i nonni sono una grande risorsa. Salvo poi volerli far lavorare fino a 75 anni.

Che cosa fare dunque? Fortunatamente c’è chi ci pensa, come Intramoenia. Si tratta di un ente no profit costituito da professionisti con diverse competenze e che da più di 10 anni si occupa di formazione ed euro progettazione a livello locale ed internazionale, con l’obbiettivo di promuovere lo sviluppo ed il benessere. In particolare Intramoenia (www.intramoenia.net) ha lavorato e lavora molto con e per le donne e attualmente si sta occupando di un progetto europeo dal titolo Re-start - Women 2.0 (www.restart.fcs-e-learning.eu), sovvenzionato da Erasmus +, Vocational Education and Training. Questo progetto è nato dalla necessità di dare supporto a tutte le donne che, dopo un periodo dedicato alla famiglia, decidono di ricominciare e di tornare al lavoro; perché collaborare e condividere possa rendere più facile questo ritorno e perché una volta tornate si possa trovare un equilibrio tra famiglia e lavoro. A Re-start - Women 2.0 partecipano 5 partner: Germania, capofila, con una scuola di informatica dedicata alle donne, Croazia, con una scuola di lingue per adulti, Inghilterra, con un istituto che si occupa di portare cultura tra le fasce più svantaggiate della società, Italia con Intramoenia, Olanda, con un’associazione che supporta le donne in difficoltà. Questi partner, alla domanda “Quali requisiti servono a una donna per trovare lavoro dopo un periodo di assenza dedicato alla famiglia?”, hanno pensato di rispondere creando una piattaforma online, completamente gratuita, alla quale si potrà accedere tramite pc, tablet o smartphone semplicemente richiedendo le credenziali e sulla quale potranno trovare diversi contenuti formativi.

Sono disponibili infatti corsi riguardanti competenze informatiche, con l’accesso alla Microsoft Academy, competenze di business con corsi di Marketing e Project Management, quelle che vengono definite soft skills, con corsi di gestione delle risorse umane, gestione del tempo, comunicazione, corsi riguardanti competenze interculturali ed infine nozioni per sfruttare al meglio quanto si conosce e si è appreso per trovare lavoro o migliorare la propria posizione lavorativa. Conoscere però non basta. Serve anche collaborare e condividere; le donne devono aiutarsi l’un l’altra. Ma come?

All’interno della piattaforma è stato creato un modulo denominato WikiFem Professional. Uno strumento semplice e flessibile che mira a raccogliere informazioni rilevanti per donne in carriera o che rientrano nel mercato del lavoro. Queste informazioni sono suddivise in tre moduli. Il primo, sulla legge, offre informazioni su le istituzioni alle quali ci si può rivolgere in caso di necessità, su come è possibile organizzare l’orario di lavoro, su pensioni e benefici ai quali si può accedere, e vi si trovano riferimenti normativi riguardo la famiglia. Nella seconda sezione, sul sociale, si trovano informazioni sulla gestione e assistenza a bambini ed anziani, sul tempo libero e sulla vita sociale in genere. Nella terza sezione, quella dedicata al lavoro, verranno messi in contatto i datori di lavoro e le aziende con le utenti in cerca di occupazione o che vogliono migliorare la loro condizione lavorativa. La forza di questo modulo è che, grazie alle utenti, potrà crescere nel tempo, raccogliendo informazioni, scoperte ed esperienze delle stesse. Condividendo e collaborando le donne potranno quindi trovare o dare supporto, aiuto, ispirazione.

Re- start Women - 2.0 può rappresentare una grande opportunità per le donne e un ottimo punto di partenza se è vero, come sostiene una ricerca di Acenture datata 2016, che il fattore che può fare davvero la differenza nella parità di genere sul lavoro è proprio il digitale. Secondo questa ricerca infatti le donne risultano più impegnate a utilizzare le competenze digitali per assicurarsi un margine di vantaggio nella formazione, sul lavoro e per fare carriera rispetto agli uomini. Questa ricerca ha concluso che se le aziende e i governi investissero in questa direzione nei paesi sviluppati si raggiungerebbe la parità entro il 2040 e non il 2065, nei paesi in via di sviluppo entro il 2060 e non il 2100. Come purtroppo spesso accade, l’Italia è ancora un po’ indietro: solo al 19° posto – su 26 paesi – nella classifica che combina il valore del digitale rispetto a formazione, lavoro e crescita professionale. In Italia, sono infatti ancora più gli uomini che le donne a dichiarare di utilizzare strumenti digitali per prepararsi al lavoro e per trovarlo (rispettivamente il 90 e l’83%). Quando le donne usano la tecnologia, però, riescono ad essere più efficaci, rispetto ai colleghi maschi, nel trovare lavoro.

Il percorso evolutivo delle donne le ha viste all’inizio “solo” mamme, poi donne in carriera, e più recentemente mamme lavoratrici con rimpianti e sensi di colpa. Il prossimo step potrebbe davvero essere quello di donne digitali per far sì che possano davvero scegliere chi essere.

Conferenza finale internazionale del progetto Re-start - Women 2.0

4 giugno 2016

invito conferenza Re-startDopo tanto lavoro, eccoci arrivate alla conferenza finale del progetto Re-start - Women 2.0!

L’evento si terrà venerdì 24 giugno dalle 09.00 alle 12.30 nella Sala Pasolini, in via Sabbadini 31, nel Palazzo della Regione Fvg.
Sarà un’occasione per discutere sullo stato attuale del mondo del lavoro e dell’occupazione femminile, grazie anche alle esperienze personali che porteranno le nostre relatrici, professioniste di vari settori e testimoni di diversi “re-start”.

Il programma:

09.00 Registrazioni
09.30 Saluti di benvenuto: Renata Bagatin - Consigliere regionale FVG e Cinzia Del Torre - Assessore al bilancio e alle PO del Comune di Udine
10.00 Le donne e il reinserimento lavorativo – Manuela Fracarossi, responsabile Centro per l’impiego di Udine
10.15 La consapevolezza del proprio potere – Loredana Viel, Centro Coaching Udine
10.30 Lavorare tra donne: un esempio di successo - Alda Bressanutti, Titolare de L’oca bianca e altre storie, San Daniele
10.45 Donne digitali: L’esperienza EWMD di Reggio Emilia - Nadia Caraffi, Presidente di EWMD European Women Management Development
11.00 Coffee break
11.30 Re-start, a platform for European women - Beate Hedrich, ItF Kassel Germany - Lead partner del progetto RESTART – women 2.0
12.00 
La valutazione di un progetto tra competenze e relazioni interpersonali - Giovanna Roiatti, Presidente di Intramoenia, formatore e valutatore
12.15 Conclusioni

Per info ed iscrizione: http://goo.gl/forms/2xq3OlCIID o associazione.intramoenia@gmail.com

Evento “Donne Digitali” di EWMD

1 maggio 2016

Il 7 maggio 2016, dalle 9.00 alle 17.00 al Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia, si svolgerà l’evento Donne Digitali organizzato e promosso da EWMD (European Women’s Management Development) RE-MO.

L’obiettivo è quello di organizzare una giornata in cui i partecipanti potranno avvicinarsi al mondo delle tecnologie digitali, ormai fondamentali per lo sviluppo professionale e la crescita personale delle donne di qualunque età, attraverso la partecipazione a conferenze e workshop sul mondo del digitale, dai social media al web, dal personal branding alla formazione online, dallo storytelling alla creatività.

Intramoenia sarà presente con Vanessa Bertoni, preziosa collaboratrice laureata in ingegneria edile e sismica, imprenditrice e mamma, che presenterà il progetto Re-start, ormai giunto alle battute finali e a breve disponibile per tutte le donne interessate.

Per tutte le informazioni sull’evento: http://www.donnedigitali.it